Le recensioni contano sempre di più, e le regole si sono fatte più precise. Qui le mettiamo in fila: quelle nuove, quelle che valevano già e un metodo semplice per avere più recensioni vere senza correre rischi.
Perché le recensioni pesano così tanto
Quando qualcuno cerca una trattoria o un parrucchiere vicino a sé, Google ordina i risultati della mappa secondo tre criteri: pertinenza, distanza ed evidenza. Nella pagina in cui spiega il posizionamento locale lo scrive in modo esplicito: «Più numerose saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento». Nella stessa pagina precisa che un posizionamento migliore non si può né richiedere né comprare.
Poi ci sono le persone. L’indagine annuale di BrightLocal, pubblicata a febbraio 2026 su 1.002 consumatori statunitensi, dice che il 97% legge le recensioni prima di scegliere un’attività della sua zona, che il 74% considera solo quelle degli ultimi tre mesi e che il 31% sceglie soltanto attività con almeno 4,5 stelle. Sono dati americani, ma descrivono un’abitudine che ormai è anche nostra: si guarda il voto, si leggono le ultime recensioni e si decide.
Cosa cambia dal 7 aprile 2026
La legge annuale sulle piccole e medie imprese (legge 11 marzo 2026, n. 34, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo) dedica un capitolo intero, il Capo IV, alla lotta alle false recensioni. Le regole riguardano la ristorazione, l’ospitalità e il turismo, e sono in vigore dal 7 aprile 2026. In sintesi, una recensione è lecita solo se:
- la scrive una persona che ha davvero usufruito del servizio, e parla di quella esperienza;
- viene pubblicata entro trenta giorni dall’esperienza;
- non è stata ottenuta con sconti, omaggi o altri vantaggi offerti dall’attività o da chi lavora per lei.
La legge vieta anche di comprare o cedere recensioni «a qualsiasi titolo» (articolo 20) e stabilisce che una recensione accompagnata dalla documentazione fiscale, cioè lo scontrino o la ricevuta, si presume autentica. Il titolare, dal canto suo, può segnalare alle piattaforme le recensioni che non rispettano questi requisiti. Le linee guida operative spettano all’Antitrust: lo schema è stato approvato il 23 giugno 2026 ed è rimasto in consultazione pubblica fino al 15 luglio. Prima di cambiare le tue procedure, controlla sul sito dell’Autorità se è uscita la versione definitiva.
E se lavori in un altro settore
Per tutti gli altri settori le recensioni false erano già vietate. Dal 2023 il Codice del consumo (articolo 23, lettera bb-quater) considera «in ogni caso» ingannevole inviare, o far inviare da altri, recensioni false o falsi apprezzamenti. E chi dichiara che le sue recensioni vengono da clienti veri deve adottare misure ragionevoli per verificarlo (lettera bb-ter). Sulle pratiche ingannevoli decide l’Antitrust, con sanzioni che vanno da 5.000 euro a 10 milioni (articolo 27).
Poi ci sono le regole di Google, che valgono in ogni settore. Le sue norme sui contenuti parlano di «coinvolgimento fasullo» e vietano, tra l’altro, gli incentivi in cambio di una recensione, le recensioni pagate in denaro o in natura e la richiesta di recensioni positive rivolta solo ai clienti soddisfatti. I contenuti vengono rimossi e, nei casi più gravi, l’account può essere sospeso o chiuso.
Come chiederle nel modo giusto
Il metodo corretto non è complicato. Bastano poche abitudini:
- Chiedi a tutti. Non solo a chi ti ha appena fatto i complimenti: scegliere i clienti contenti è vietato da Google, e qualche critica gestita bene rende credibili anche gli elogi.
- Chiedi presto. Il momento giusto è subito dopo il servizio, quando il ricordo è fresco. Nella ristorazione e nel turismo, comunque, la legge fissa il limite dei trenta giorni.
- Rendilo facile. Dal tuo Profilo dell’attività su Google puoi creare un link e un codice QR che aprono direttamente la finestra della recensione. Mettili sullo scontrino, sul tavolo, nell’email di conferma o nel messaggio che mandi dopo la consegna.
- Nessun premio in cambio. Né sconti, né omaggi, né estrazioni riservate a chi recensisce.
- Nessun testo suggerito. Non mandare frasi già pronte da copiare: la recensione deve raccontare l’esperienza di chi la scrive, con le sue parole.
- Niente amici, parenti o dipendenti. Le recensioni di chi non è stato cliente, o pubblicate da più profili della stessa persona, restano false anche quando sono scritte con affetto.
Rispondere, anche alle critiche
Secondo la stessa indagine di BrightLocal, l’89% dei consumatori si aspetta che il titolare risponda alle recensioni. Google dà indicazioni precise: risposte brevi e cortesi, nessun dato personale del cliente, nessun attacco e nessuna offerta promozionale. Davanti a una critica conviene capire che cosa è successo, riconoscere l’errore se c’è e invitare la persona a scriverti in privato. Firma la risposta con il tuo nome: chi legge capisce che dall’altra parte c’è una persona, non un messaggio automatico.
Se arriva una recensione falsa
Una recensione falsa, offensiva o scritta da chi non è mai stato cliente si segnala a Google dal Profilo dell’attività. Nella ristorazione e nel turismo, dal 7 aprile, la legge riconosce espressamente al titolare il diritto di segnalare le recensioni che non rispettano i requisiti. Una critica vera, invece, non si cancella solo perché è negativa: si risponde con calma e si corregge quello che non ha funzionato. Chi legge guarda anche come rispondi.
Il caffè, offrilo a tutti
Torniamo alla trattoria. Il caffè può restare: offerto a tutti i clienti, senza chiedere nulla in cambio, è un gesto di ospitalità e non un pagamento. La recensione si chiede dopo, a tutti, con un link facile da aprire. È una strada più lenta che comprarne cinquanta, ma ogni stella è guadagnata, e chi legge se ne accorge.
Controllato il 12 ottobre 2026. Le fonti sono in fondo alla pagina.